martedì, novembre 19, 2002

Mi dedicasti anche questi versi

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca.
Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.


-Pablo Neruda -

e aggiungesti dei puntini di sospensione...
Tornato per le festività pasquali, ora uno ora un altro mi dicevano di averti incontrato, che tu avevi chiesto loro di me e poi mandato a dire, coi saluti, che speravi d'incontrarmi. Ma, come in una commedia degli equivoci, non c'incontrammo, nè durante quei giorni, nè in estate, nè poi. Anzi... ora mi sovviene il ricordo di un incontro d'estate, di chissà quale anno però. Io imbarazzata e tu strano. E poi il silenzio, la mia telefonata d'auguri per il tuo compleanno, la tua promessa non mantenuta, ancora silenzio e il primo incontro dopo tanto tempo. Tu ti sentivi in difetto ed io non riuscivo ad essere naturale.
Quest'anno ci si è incontrati ancora, stavolta entrambi disinvolti, ma un po' attori. Chissà dov'è finita la magia dell'epistole di cinque anni addietro e se anche tu ne serbi qualche ricordo.
Il mio sta qui, in un pezzetto di cuore.